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Il monte Epomeo con i suoi 789 metri è la cima più alta dell'isola e nello stesso tempo il suo "perno orografico".
Apparso nell'era Quaternaria,in seguito ad un eruzione sub-marina il monte Epomeo non è un vulcano nel senso stretto del termine poichè manca il cratere, ma è piuttosto il prodotto di sollevamento delle profondità marine di massa magmatica "vomitate"dal bacino vulcanico esistente sotto la piattaforma continentale dei Campi Flegrei. Il nome Epomeo ha origine antichissima. Strabone e Plinio lo chiamavano "Epopeus",dal greco"Eforào (ovvero guardo intorno). Da ritrovamenti archeologici avvenuti in località "Bocca di Serra, Noia e Toccaneto,è accertato che il Monte Epomeo fù abitato fin dal III secolo a.c. da popolazioni Greche e Romane. In tempi più recenti, questa vetta offrì ricovero a personaggi illustri, perseguitati da eventi avversi,come nel caso di Giovanni d'Angiò o di quei vescovi isclani presi di mira dalle guerre e dalle spoliazioni avvenute nel corso del XV secolo. L'escursione al Monte Epomeo è una tappa obbligata per i turisti e per gli stessi Isolani, in cerca di un momento di relax,di pace,di abbandono dopo gli affanni della vita quotidiana. La partenza fino a qualche anno fà veniva di norma effettuata dalla piazza di Fontana
servendosi dei muli, particolarmente adatti alla particolare ascensione.
Oggi dato che la strada è in condizioni migliori, per i buoni camminatori non vi è niente di meglio che una salutare passeggiata a piedi, lungo i tortuosi sentieri che portano in cima.
Con un oretta di cammino, si arriva in vista della cima. La vetta dell'Epomeo è singolare perchè è tutta scavata all'interno del tufo.
Nella cavità delle grotte fu costruita una chiesetta dedicata a S.Nicola e un Eremo dove si raccolsero in preghiera, nel lavoro e nella meditazione monaci isolani e secolari venuti dal Continente tra cui personaggi illustri, condottieri stranieri approdati a queste sponde per vestire il saio e abbandonare le lusinghe del mondo.
La chiesetta risale quasi certamente ai principi del quattrocento, mentre l'eremo fù scavato intorno al 1587 e ne fu fondatore Beatrice Quaddra, la stessa nobildonna che nel 1575 istituiva sul Castello d'Ischia il Monastero delle Clarisse.
Da queste alture lo sguardo spazia sull'intero Golfo di Napoli: il panorama e straordinario. Oltre a tutta l'Isola, che si adagia ai nostri piedi si intravedono nel mare corallino le Isole di Procida, di Capri, di Ventotene, Ponza, la costa Campana e Laziale, e l'Appennino per un raggio di oltre 100 km.
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